Antichrist

Approcciare un film di Lars Von Trier non è mai un operazione indolore. E questo Anticristo non ne fa eccezione. Film ipercriticato dai detrattori di Lars, accettato dagli estimatori e sui cui la critica si è masturbata senza risultato per poi negarne la bellezza.

Tecnicamente distinto. Immagini torbide. Climax curato. Crudo e sessuale. Vedere scene di violenza e poi di sesso e poi ancora di violenza non possono non sconvolgere lo spettatore.

Quindi mi è piaciuto moltissimo? Insomma. Troppo personale e psicologico, intimista ma non nel senso globale ma nel senso che Lars ha seri problemi con la vita come noi la conosciamo.

Charlotte bravissima e bellissima, se la bellezza fosse la somma delle spigolosità (fisiche e caratteriali) di una persona lei sarebbe la Marylin Monroe del 21esimo secolo. Willem Dafoe discreto ma oscurato dalle crisi e dalla fisicità di Miss Gainsbourg.

Musica non mi parne di averne udita se non nell’emozionante prologo ed epilogo, quando l’etere si riempie con le note di “Lascia ch’io pianga” di Handel (guardatevi il video).

Non ho molto altro da dire poiché il film lo dimenticherò molto presto nonostante le sue particolarità. E questa è l’offesa peggiore.

Attendiamo Melancholia sperando che il prossimo esperimento da psicologo autodidatta sia migliore.

“A crying woman is a scheming woman” 

Voto: 6.5/10 (per l’impegno)

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